Invecchiamento Del Viso

Terapia Cellulare

(Prevenire, Rallentare e Correggere l’invecchiamento cutaneo)

cristian-newman-42245.jpgL’invecchiamento della pelle riguarda uno degli aspetti dell’invecchiamento generale, nel quale più organi e apparati subiscono una progressiva involuzione sotto un’unica regia: il nostro cervello.  La pelle, come il sistema nervoso centrale, quelli immunitario, endocrino, cardiovascolare e l’apparato muscolo-scheletrico, subisce danni che, molto spesso, sono più “visibili” di altri: rughe, macchie, riduzione della consistenza, dell’elasticità, del tono, come pure aumento della sensibilità e così via.

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Dopo un’attenta valutazione preliminare, che ci consente di inquadrare esattamente il tipo di pelle, i processi biologici degenerativi in atto (età biologica)  e gli eventuali danni presenti, procediamo con la stesura del programma di cura. Questo prevede tre fasi:

  1. la prescrizione cosmetica personalizzata, che prevede l’uso di cosmetici e cosmeceutici, cioè creme, sieri, latti e oli dotati di una vera e propria valenza terapeutica;
  2. la terapia cellulare, mirata a stimolare le cellule della pelle a produrre maggiori quantità di collagene, di fibre elastiche e ad arricchirsi di acqua;
  3. la correzione dei danni, mediante le iniezioni, acido jaluronico (libero o cross-linked a basso, medio ed alto peso molecolare), tossina botulinica, tossina botulinica low-dose, cristalli di idrossiapatite di calcio, fili di sostegno, radiofrequenza,  laser e apparecchiature a flusso continuo di elettroni nonché attraverso l’esecuzione di esclusivi peeling combinati e composti (diversi tipi di acidi in combinazione e in successione), per il riempimento di pieghe e rughe, per la distensione delle rughe superficiali e per l’eliminazione delle macchie cutanee e delle cheratosi solari.

La Prescrizione Cosmetica

milada-vigerova-45368.jpgOgni volta che si effettuarà una prescrizione cosmetica essa dovrà tener conto del biotipo cutaneo (pelle normale, seborroica, disidratata per mancanza di acqua, iposteatosica, cioè carente di sebo, pelle sensibile e pelle invecchiata), del fototipo (tipo di pelle in risposta alle radiazioni solari) nonché di un attento esame obiettivo. pertanto, Ogni prescrizione cosmetica dovrà essere formulata contemplando un detergente, un idratante, eventualmente un sebonormalizzante, ma, soprattutto, un fotoprotettore. Le funzioni fondamentali dei cosmetici, infatti, consistono nella detersione, nell’idratazione e nella foto protezione; inoltre, essi possono rivestire ruoli di normalizzazione, deodorazione, decorazione e profumazione

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La Terapia Cellulare

Con il processo di invecchiamento, nell’uomo, si assiste ad una serie di modificazioni a carico delle diverse strutture organiche alla base della nostra vita di relazione e vegetativa. Tale processo degenerativo può prevedere cause legate al nostro genoma (20-30%) e cause dovute all’ambiente in cui viviamo (70-80%). Le moderne terapie volte a rallentare il processo di invecchiamento devono prevedere sostanziali modifiche allo stile di vita, aumento delle difese antiossidanti ed ottimizzazione delle funzioni cellulari eventualmente compromesse dal processo in oggetto. Il concetto di terapia cellulare nell’invecchiamento generale e nell’invecchiamento cutaneo in particolare, prevede somministrazione per via sottocutanea con tecnica cannulare indolore di principi attivi in grado di produrre una stimolazione fibroblastica (biostimolazione), un aumento delle difese antiossidanti cellulari (bio-NAC), un miglioramento della struttura e della funzione della matrice extracellulare (biorivitalizzazione); il tutto in un unico momento terapeutico.

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La frequenza delle sedute terapeutiche è variabile da una a due volte al mese a seconda delle condizioni iniziali della pelle.

Appena eseguita si nota un certo gonfiore dovuto alle importanti quantità (circa 10cc) di liquido iniettato che, nell’arco di alcune ore, si riassorbe completamente. Nei giorni successivi alla terapia si notano fondamentalmente due cose: la luminosità del viso aumenta notevolmente (per l’arricchirsi di acqua cellulare) come pure il tono e la consistenza.

La terapia cellulare rispetta la nostra biologia!!!

adult-2179093_640.jpgInfatti gli effetti di tale cura sono perfettamente naturali e non stravolgono, come troppo spesso accade, i lineamenti della persona.

La terapia cellulare rappresenta una vera e propria cura per rallentare il nostro invecchiamento cutaneo che guarda al presente, ma soprattutto al futuro.

Eventuali correzioni di pieghe e rughe se eseguite su pelli già “preparate a funzionare meglio” (terapia cellulare) mostrano al meglio sia la loro durata che la loro efficacia.

La biostimolazione cutanea

La biostimolazione cutanea consiste nell’effettuare iniezioni sottocutanee con aghi sottilissimi, assolutamente indolori, in corrispondenza delle diverse zone interessate dal crono e soprattutto dal foto-aging (viso, collo, decolleté e mani), con una frequenza che è in funzione delle diverse situazioni, ma generalmente ogni due settimane. Il principio della biostimolazione si fonda sull’utilizzo di diverse sostanze (PDRN, GAG, Fosfolipidi, Aminoacidi a catena ramificata, Vitamina B6) che non presentano effetti collaterali ma in grado di stimolare le cellule della pelle, sia in maniera diretta (biostimolazione attiva) che indiretta (biostimolazione passiva). Stimolare attivamente le cellule della pelle non vuol dire altro che portare loro un messaggio indirizzato al nucleo, dove, lo ricordiamo, sono conservate tutte le informazioni relative al loro funzionamento. In tale messaggio, la stimolazione,  c’è scritto che la cellula deve sforzarsi di lavorare di più producendo maggiori quantità di fibre collagene, fibre elastiche e così via. Stimolarla indirettamente, invece, vuol dire cercare di arricchirla di acqua e metterla così nelle condizioni migliori per lavorare.

La biorivitalizzazione

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La biorivitalizzazione, invece, si effettua generalmente con acido jaluronico a basso peso molecolare e non legato (not crosslinked): si tratta, cioè, di  una sostanza, già in parte presente nella nostra pelle che ha lo scopo di richiamare acqua, senza produrre alcuna stimolazione cellulare né effetti di riempimento. Un semplice esempio ci chiarirà i meccanismi che abbiamo considerato. immaginiamo di voler stimolare nostro figlio (che corrisponde alla cellula) affinché sappia fare le operazioni necessarie a risolvere il compito di matematica. La biostimolazione gli insegnerà come si eseguono le operazioni, mentre la biorivitalizzazione gli fornirà una calcolatrice. Furbescamente, tutti potremmo pensare che la seconda sia la soluzione migliore. In realtà, se noi non ci preoccupassimo di insegnargli a eseguire le operazioni non stimoleremmo a dovere il suo cervello e, quindi, potremmo rendere il ragazzo vulnerabile in un compito in classe dove non è consentito l’uso della calcolatrice. La soluzione migliore è quindi quella di imparare come si eseguono le operazioni e poi avere anche a disposizione una calcolatrice per rendere il compito più agevole, quando cioè è possibile. In altre parole, la biorivitalizzazione cutanea consiste in una metodica di supporto, pertanto, non sovrapponibile alla biostimolazione, soprattutto in presenza di pelli particolarmente bisognose di aiuto.

caduceus-2029254_640.pngFiller

Infine, l’impianto dei filler o riempitivi non permanenti (generalmente acido jaluronico cross-linked, cristalli di idrossiapatite di calcio) può essere determinante, nell’ambito del programma di cura della pelle, non per rallentare l’invecchiamento della cellula ma per correggere danni preesistenti, ad esempio riempiendo una ruga.

Si preferisce utilizzare filler riassorbibili in quanto più sicuri e in grado di accompagnare più fedelmente il processo di perdita di consistenza della pelle.