Invecchiamento Del Viso

Terapia Cellulare

(Prevenire, Rallentare e Correggere l’invecchiamento cutaneo)

cristian-newman-42245.jpgL’invecchiamento della pelle riguarda uno degli aspetti dell’invecchiamento generale, nel quale più organi e apparati subiscono una progressiva involuzione sotto un’unica regia: il nostro cervello.  La pelle, come il sistema nervoso centrale, quelli immunitario, endocrino, cardiovascolare e l’apparato muscolo-scheletrico, subisce danni che, molto spesso, sono più “visibili” di altri: rughe, macchie, riduzione della consistenza, dell’elasticità, del tono, come pure aumento della sensibilità e così via.

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Dopo un’attenta valutazione preliminare, che ci consente di inquadrare esattamente il tipo di pelle, i processi biologici degenerativi in atto (età biologica)  e gli eventuali danni presenti, procediamo con la stesura del programma di cura. Questo prevede tre fasi:

  1. la prescrizione cosmetica personalizzata, che prevede l’uso di cosmetici e cosmeceutici, cioè creme, sieri, latti e oli dotati di una vera e propria valenza terapeutica;
  2. la terapia cellulare, mirata a stimolare le cellule della pelle a produrre maggiori quantità di collagene, di fibre elastiche e ad arricchirsi di acqua;
  3. la correzione dei danni, mediante le iniezioni, acido jaluronico (libero o cross-linked a basso, medio ed alto peso molecolare), tossina botulinica, tossina botulinica low-dose, cristalli di idrossiapatite di calcio, fili di sostegno, radiofrequenza,  laser e apparecchiature a flusso continuo di elettroni nonché attraverso l’esecuzione di esclusivi peeling combinati e composti (diversi tipi di acidi in combinazione e in successione), per il riempimento di pieghe e rughe, per la distensione delle rughe superficiali e per l’eliminazione delle macchie cutanee e delle cheratosi solari.

La Prescrizione Cosmetica

milada-vigerova-45368.jpgOgni volta che si effettuarà una prescrizione cosmetica essa dovrà tener conto del biotipo cutaneo (pelle normale, seborroica, disidratata per mancanza di acqua, iposteatosica, cioè carente di sebo, pelle sensibile e pelle invecchiata), del fototipo (tipo di pelle in risposta alle radiazioni solari) nonché di un attento esame obiettivo. pertanto, Ogni prescrizione cosmetica dovrà essere formulata contemplando un detergente, un idratante, eventualmente un sebonormalizzante, ma, soprattutto, un fotoprotettore. Le funzioni fondamentali dei cosmetici, infatti, consistono nella detersione, nell’idratazione e nella foto protezione; inoltre, essi possono rivestire ruoli di normalizzazione, deodorazione, decorazione e profumazione

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La Terapia Cellulare

Con il processo di invecchiamento, nell’uomo, si assiste ad una serie di modificazioni a carico delle diverse strutture organiche alla base della nostra vita di relazione e vegetativa. Tale processo degenerativo può prevedere cause legate al nostro genoma (20-30%) e cause dovute all’ambiente in cui viviamo (70-80%). Le moderne terapie volte a rallentare il processo di invecchiamento devono prevedere sostanziali modifiche allo stile di vita, aumento delle difese antiossidanti ed ottimizzazione delle funzioni cellulari eventualmente compromesse dal processo in oggetto. Il concetto di terapia cellulare nell’invecchiamento generale e nell’invecchiamento cutaneo in particolare, prevede somministrazione per via sottocutanea con tecnica cannulare indolore di principi attivi in grado di produrre una stimolazione fibroblastica (biostimolazione), un aumento delle difese antiossidanti cellulari (bio-NAC), un miglioramento della struttura e della funzione della matrice extracellulare (biorivitalizzazione); il tutto in un unico momento terapeutico.

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La frequenza delle sedute terapeutiche è variabile da una a due volte al mese a seconda delle condizioni iniziali della pelle.

Appena eseguita si nota un certo gonfiore dovuto alle importanti quantità (circa 10cc) di liquido iniettato che, nell’arco di alcune ore, si riassorbe completamente. Nei giorni successivi alla terapia si notano fondamentalmente due cose: la luminosità del viso aumenta notevolmente (per l’arricchirsi di acqua cellulare) come pure il tono e la consistenza.

La terapia cellulare rispetta la nostra biologia!!!

adult-2179093_640.jpgInfatti gli effetti di tale cura sono perfettamente naturali e non stravolgono, come troppo spesso accade, i lineamenti della persona.

La terapia cellulare rappresenta una vera e propria cura per rallentare il nostro invecchiamento cutaneo che guarda al presente, ma soprattutto al futuro.

Eventuali correzioni di pieghe e rughe se eseguite su pelli già “preparate a funzionare meglio” (terapia cellulare) mostrano al meglio sia la loro durata che la loro efficacia.

La biostimolazione cutanea

La biostimolazione cutanea consiste nell’effettuare iniezioni sottocutanee con aghi sottilissimi, assolutamente indolori, in corrispondenza delle diverse zone interessate dal crono e soprattutto dal foto-aging (viso, collo, decolleté e mani), con una frequenza che è in funzione delle diverse situazioni, ma generalmente ogni due settimane. Il principio della biostimolazione si fonda sull’utilizzo di diverse sostanze (PDRN, GAG, Fosfolipidi, Aminoacidi a catena ramificata, Vitamina B6) che non presentano effetti collaterali ma in grado di stimolare le cellule della pelle, sia in maniera diretta (biostimolazione attiva) che indiretta (biostimolazione passiva). Stimolare attivamente le cellule della pelle non vuol dire altro che portare loro un messaggio indirizzato al nucleo, dove, lo ricordiamo, sono conservate tutte le informazioni relative al loro funzionamento. In tale messaggio, la stimolazione,  c’è scritto che la cellula deve sforzarsi di lavorare di più producendo maggiori quantità di fibre collagene, fibre elastiche e così via. Stimolarla indirettamente, invece, vuol dire cercare di arricchirla di acqua e metterla così nelle condizioni migliori per lavorare.

La biorivitalizzazione

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La biorivitalizzazione, invece, si effettua generalmente con acido jaluronico a basso peso molecolare e non legato (not crosslinked): si tratta, cioè, di  una sostanza, già in parte presente nella nostra pelle che ha lo scopo di richiamare acqua, senza produrre alcuna stimolazione cellulare né effetti di riempimento. Un semplice esempio ci chiarirà i meccanismi che abbiamo considerato. immaginiamo di voler stimolare nostro figlio (che corrisponde alla cellula) affinché sappia fare le operazioni necessarie a risolvere il compito di matematica. La biostimolazione gli insegnerà come si eseguono le operazioni, mentre la biorivitalizzazione gli fornirà una calcolatrice. Furbescamente, tutti potremmo pensare che la seconda sia la soluzione migliore. In realtà, se noi non ci preoccupassimo di insegnargli a eseguire le operazioni non stimoleremmo a dovere il suo cervello e, quindi, potremmo rendere il ragazzo vulnerabile in un compito in classe dove non è consentito l’uso della calcolatrice. La soluzione migliore è quindi quella di imparare come si eseguono le operazioni e poi avere anche a disposizione una calcolatrice per rendere il compito più agevole, quando cioè è possibile. In altre parole, la biorivitalizzazione cutanea consiste in una metodica di supporto, pertanto, non sovrapponibile alla biostimolazione, soprattutto in presenza di pelli particolarmente bisognose di aiuto.

caduceus-2029254_640.pngFiller

Infine, l’impianto dei filler o riempitivi non permanenti (generalmente acido jaluronico cross-linked, cristalli di idrossiapatite di calcio) può essere determinante, nell’ambito del programma di cura della pelle, non per rallentare l’invecchiamento della cellula ma per correggere danni preesistenti, ad esempio riempiendo una ruga.

Si preferisce utilizzare filler riassorbibili in quanto più sicuri e in grado di accompagnare più fedelmente il processo di perdita di consistenza della pelle.

Capillari e Varici

Terapia Non Chirurgica Delle Varici

(Sclerosi combinata)


La patologia venosa ricorre frequentemente nella pratica clinica dell’ambulatorio Medico.

Riconoscere i principali segni clinici, fare un’accurata anamnesi ricercando familiarità e concause (aumento di peso, prolungata stazione eretta, stipsi, terapia estroprogestinica, pregressi interventi chirurgici, esposizioni a fonti di calore, ecc. ) ed utilizzare il Doppler C.W. per valutare le eventuali incontinenze valvolari del circolo superficiale e del circolo profondo, sono elementi indispensabili per fare una corretta diagnosi.

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Gli interventi terapeutici da applicare nella patologia venosa possono essere numerosi, medici e/o chirurgici.

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Nell’ambito della patologia venosa, la M.E. predilige interventi terapeutici che ripristinino la funzione alterata attraverso tecniche mini invasive .

In Flebologia la prevenzione dura tutta la vita e, accanto a norme di igiene di vita, si avvale di farmaci flebotonici, profibrinolitici, di fitopreparati, di preparati omotossicologici, per uso interno e per uso topico nonché di tutori elastocompressivi.

Calze elastiche

Ci sono tre grandi gruppi di calze elastiche:

  1. CALZE DA RIPOSO, per le quali non è necessaria la prescrizione del Medico e che chiunque può utilizzare liberamente.
  2. CALZE DI SOSTEGNO, (con compressioni alla caviglia tra i10 mmHg  e i 20 mmHg ) che il Medico prescriverà come importante supporto preventivo in assenza di danni conclamati.
  3. CALZE TERAPEUTICHE, (suddivise a loro volta in quattro classi di compressioni alla caviglia dai 20 mmHg ai 60 mmHg) che il Medico prescriverà come fondamentale supporto terapeutico solo in presenza di patologie veno-linfatiche ben definite.

Bende

Accanto alle calze elastiche, oggi molto usate per la loro grande praticità, il Medico dispone di tutta una serie di bende a maggiore o minore elasticità, adesive e non, di grande importanza in terapia flebologica.

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A questo proposito, risulta di grande aiuto per il Medico e di grande beneficio per il paziente, un particolare bendaggio fissocon Tensoplast impregnato di un gel preventivamente refrigerato e contenente elevate percentuali di mentolo ( come rinfrescante ), di ippocastano ( come antiedemigeno ) e di mirtillo ( come coadiuvante nel ripristino di una corretta permeabilità capillare ), nella cosiddetta “Flebopatia Ipotonica Costituzionale” dove troviamo gambe gonfie, pesanti, dolenti e calde spesso anche in assenza di segni clinici di alterazioni funzionali.

Quando invece compaiono alterazioni funzionvenali del sistema venoso superficiale, dove l’incontinenza valvolare diventa causa di reflusso e quindi di possibili complicanze come varici, flebiti, varicoflebiti, tromboflebiti, flebotrombosi (circolo venoso profondo), ulcere cutanee, ecc., allora l’imperativo per il Medico diventa quello di eliminare il suddetto reflusso.

Sclerosi combinata

Esistono terapie chirurgiche (come lo stripping, la flebectomia per miniincisioni, la terapia conservativa CHIVA) e terapie mediche; tra queste ultime la sclerosi combinata  ricopre un ruolo di grande importanza nel trattamento ambulatoriale delle varici e la microsclerosi o il laser vascolare per le teleangectasie.

Teleangectasie

Le teleangectasie (capillari scuri, molto evidenti e di vecchia data) ed i capillari rossi rappresentano soltanto un danno estetico.

Le teleangectasie possono essere eliminate con delle microsclerosi con o senza compressione elastica a seconda dei casi mentre i capillari rossi e sottili sono spesso trattati con successo con particolari laser vascolari.

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Varici

Le varici, invece, oltre al danno estetico, costituiscono un vero e proprio danno funzionale, anche in assenza di sintomi apprezzabili e possono essere eliminate con una sclerosi combinata: si tratta di una terapia non chirurgica conservativa che deriva dalla terapia sclerosante, ma che è associata ad un particolare bendaggio elastocompressivo fisso sia eccentrico (sulla varice) che concentrico (sulla gamba ) che si effettua con dei tutori di ovatta imbevuti di una pasta contenente ossido di zinco.

La sclerosi combinata non comporta tagli, anestesia e non comporta alcun dolore

safety-shower-98580_640.pngDopo una visita preliminare che prevede la prescrizione di particolari integratori e creme che preparino sia la vena che il tratto di pelle interessati si procede con sedute terapeutiche di circa 20 minuti ciascuna (il numero dipende dalla diversa condizione clinica) distanziate tra loro generalmente ogni due o quattro settimane. Al termine di ogni terapia il paziente può tranquillamente camminare, guidare, lavorare ecc. Anche nei giorni successivi alla terapia il paziente può svolgere tutte le attività quotidiane ad eccezione dei bagni poiché il bendaggio apposto dal medico potrebbe bagnarsi ed allentarsi (ci si fa la doccia apponendo un sacchetto di plastica attorno al bendaggio).

water-2072211_640.pngOgni intervento terapeutico in Flebologia non dovrà mai dimenticare il supporto dei flebotonici (sintetici o di derivazione naturale), delle bende o delle calze elastiche e delle creme arricchite con principi attivi sul microcircolo che garantiscano alla pelle elasticità ed idratazione, assicurando quindi la sua naturale funzione di barriera.

 

 

Dieta e Sovrappeso

(Interval diet)

Il termine dieta  indica l’insieme degli alimenti che gli animali, essere umano compreso, assumono abitualmente. Per consuetudine, siamo portati ad associare tale termine al concetto di restrizione calorica nonostante esistano anche diete ipercaloriche, come anche iposodiche, ipolipidiche e ipoglicemiche, diete per gli sportivi, per i cosmonauti, per chi vive in ambienti molto caldi o molto freddi e così via.

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Anche per ciò che riguarda la nostra alimentazione, la scelta vincente è sempre in linea con quanto esposto più volte a proposito della “politica degli equilibri”.

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La natura, infatti, da più fronti ci stimola a seguirne i consigli indicandoci anche i suoi prodotti, stagione per stagione. la dieta mediterranea è senza dubbio quella che ci offre l’opportunità di consumare la maggior varietà di tali prodotti, spesso legati a elevate qualità organolettiche nonché a capacità uniche nel soddisfare il gusto del nostro palato, ci basti pensare all’olio di oliva, ricco di vitamina E, capace di esaltare i sapori di ogni piatto. 

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Occorre tenere presente, tuttavia, che non esistono alimenti dannosi nella stessa misura in cui non esistono alimenti utili: tutto ciò che mangiamo può diventare utile o dannoso a seconda di come ne gestiamo il consumo. Ad esempio, vi sono alimenti preziosissimi per il loro potere antiossidante, come le brassicacee (cavoli, cavolfiori, broccoli, broccoletti e verza), ma che possono avere anche un’azione inibente sull’attività della tiroide, cioè ne potrebbero rallentare il funzionamento.

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Ebbene, anche in questo caso il giusto equilibrio rappresenta il concetto vincente: non eliminare, ma neppure esagerare. molto spesso, però, accade che il perfetto equilibrio tra tutto ciò che facciamo durante la giornata e nella settimana e ciò che scegliamo di mangiare risulti alterato da diversi fattori, quali la pigrizia, la gola, la fretta, la noia, l’abitudine e la mancanza di conoscenza.

Elisir di lunga vita

Mangiare poco e bene può rappresentare un elisir di lunga vita, ma è altrettanto vero che troppo spesso trovare il giusto equilibrio rappresenta una grande difficoltà per ogni essere umano. La conseguenza è che gran parte di noi è in condizioni di sovrappeso o addirittura di obesità, con tutti i rischi per il nostro benessere psico-fisico che questo comporta. molto spesso accade che non siano le grandi “abbuffate” le uniche responsabili dei nostri chili in eccesso, quanto piuttosto i piccoli errori quotidiani, che commettiamo più o meno consapevolmente. Infatti, assumere 100 calorie al giorno in più del dovuto (cioè più di quanto ne bruciamo con le nostre attività) vuol dire ritrovarsi, alla fine di un anno, con circa 5 chili di peso in aggiunta: un bel frutto, un cucchiaio d’olio, mezza fetta di pane o qualche “grattata” di parmigiano possono costituire le 100 calorie.

 

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La nostra memoria alimentare, poi, è senza dubbio più stimolata dal ricordo di un piatto di pasta, di una fetta di dolce o di una pizza margherita piuttosto che da quello di un panino, di un tramezzino o di un pezzo di pizza bianca. Ebbene, l’introito calorico dei cibi nominati è quasi lo stesso, con le dovute differenze riguardo ai condimenti, ma noi ne abbiamo una percezione diversa. Nel primo caso ricorderemo di aver mangiato qualcosa di “importante”, mentre nel secondo caso penseremo di essere rimasti “leggeri”. Nonostante la dieta mediterranea costituisca un elemento prezioso per la nostra salute, oggi è diventata estremamente pericolosa in rapporto al nostro stile di vita. ciò dipende dal fatto che l’attività fisica, con la conseguente necessità energetica, si è drasticamente ridotta: televisione, computer, scrivania, telecomandi, motocicli, automobili e mezzi pubblici sono tutti strumenti indispensabili per il nostro benessere, nel senso che ci aiutano a ridurre la fatica e, con essa, i tempi nel fare alcune cose ma che ci impediscono sempre più di muoverci con le nostre gambe. Il risultato di tutto questo è che se siamo in sovrappeso dobbiamo correre ai ripari per il bene della nostra salute.

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La tendenza degli ultimi anni è quella di ridurre al minimo la prescrizione di diete dove troviamo scritto e pesato tutto quanto dobbiamo mangiare ogni giorno.

La dieta non deve rappresentare una punizione, una fatica insopportabile, una perdita del gusto della buona tavola, una sofferenza di fame!

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Nell’80% dei casi si può dimagrire senza dover pesare nulla, senza soffrire la fame, senza rinunciare la gusto ed alla socialità.


Certamente seguendo delle regole che, però, non ci costringano ad isolarci dai buoni cibi e dagli amici.

Interval diet

L’Interval diet contempla diversi moduli settimanali, personalizzati dal medico sulla base delle evidenze cliniche della prima visita, in cui il paziente ha una lista di molti alimenti permessi in libere quantità ed una lista di molti alimenti non consentiti. Dopo la prima settimana, a seconda dell’andamento soggettivo, tutti gli alimenti esclusi dai primi sette giorni vengono progressivamente reintegrati, settimana dopo settimana, fino a riassumere un’alimentazione dove nulla è proibito.

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Peso armonico

Una volta raggiunto il peso di sicurezza per la salute il paziente decide se fermarsi e procedere con il mantenimento oppure raggiungere il peso armonico: il peso armonico viene calcolato in base ad una serie di parametri che riguardano età, sesso, altezza, morfologia (androide o ginoide) e proporzioni Leonardesche (divina proporzione e numero aureo) tra gambe e tronco. Il peso armonico di un essere umano vede tutte le diverse componenti della persona (testa, spalle, addome, fianchi, gambe) in una perfetta proporzione tra loro con il risultato di un aspetto estremamente gradevole.

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In tali cure alimentari non sono contemplati farmaci, ma spesso può essere utile il supporto di integratori e fitoterapici (tisane biologicamente attive) per accelerare gli effetti protettivi e benefici.

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CPA Booster

(Nella cosiddetta “cellulite”, nelle sindromi delle gambe pesanti e nel rilassamento cutaneo)

Che cos’è la “cellulite”?

beauty-743371_640.jpgEbbene, nonostante il termine “cellulite” coniato in Francia agli inizi del ‘900 sia del tutto improprio da un punto di vista istopatologico per definire la condizione in oggetto, è stato definitivamente accettato dalla gente ed anche da diversi medici vista la sua diffusione universale tanto da comparire anche in testi scientifici in lingua inglese come  “cellulitis”.
In genere col termine “cellulite” viene identificata una particolare condizione morfologica, spesso ritenuta antiestetica che costituisce il cruccio di numerose donne le quali presentano accumuli volumetrici della regione trocanterica e sottotrocanterica con particolari cosce a “cavallerizza” e pelle con numerosi avvallamenti (cute a “buccia d’arancia”, cute a “trapunta”).

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In realtà dobbiamo distinguere bene quattro differenti quadri clinici che possono essere responsabili dell’aspetto suddetto, ma che devono essere debitamente divisi:

  1. Accentuazione del preesistente Habitus Ginoide
  2. Ipotonia muscolare ed in particolare dei muscoli glutei
  3. Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica (P.E.F.S.)
  4. Eccesso di Adiposità Localizzata (A.L.).

Quindi nella visita di Medicina Estetica, quando alla nostra osservazione arrivano pazienti che lamentano gli antiestetici “cuscinetti”, dobbiamo giungere ad una corretta diagnosi differenziale che, avendo distinto i suddetti quadri clinici, dia poi le giuste indicazioni terapeutiche.

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P.E.F.S.  fattori predisponenti

  • Razza occidentale
  • Ereditarietà
  • Scarsa componente muscolare

spine-1925870_640.pngP.E.F.S.  fattori scatenanti

  • Difetti posturali e difetti dell’appoggio plantare
  • Prolungata stazione eretta
  • Dieta ipoproteica, ipovitaminica, ipercalorica e povera di fibre
  • Impiego di vasodilatatori periferici, calcioantagonisti, anticoncezionali
  • Vita sedentaria
  • Gravidanza

Cattive abitudini:

  • gambe vicino a fonti di calore
  • gambe flesse per diverse ore
  • uso di calzature e di abbigliamento non idonei
  • bagni in vasca con acqua a più di 30°
  • prolungate esposizioni al sole a gambe coperte

body-1822459_640.jpgOltre ad un attento esame obiettivo è’ possibile distinguere i quattro stadi dapprima con un’indagine utile come screening di base, ma alquanto imprecisa (termografia da contatto) e poi con ecografia dei tessuti molli attraverso la quale distinguere i diversi aspetti del sottocutaneo. Utile e preciso invece risulta un’analisi con videocapillaroscopia per mettere in evidenza gli aspetti del microcircolo.

Fino a non molti anni fa diverse erano le cure per migliorare i danni della c.d. “cellulite”: mesoterapia (flebotonica, lipolitica, ecc.), emulsiolipolisi, cavitazione, ecc..

Oggi la terapia d’elezione è costituita dalla CPA BOOSTER (Carbossiterapia Potenziata Assistita sovralimentata)

La Carbossiterapia (terapia con anidride carbonica) nasce in Francia circa 100 anni fa in una località termale (Royat) in cui l’acqua è particolarmente ricca di anidride carbonica. In Italia solo nelle terme di Rabbi e Pejo (Trentino) è possibile ritrovare un’acqua con simili caratteristiche.

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Gli studi fatti su pazienti che avevano effettuato cicli di cura attraverso bagni in vasca dimostrarono gli straordinari effetti di tali acque sulla microcircolazione.

Studi più recenti hanno dimostrato che l’anidride carbonica attraverso la pelle produce effetti importanti sul miglioramento della microcircolazione attraverso effetto Bohr ed effetto Haldane (gambe pesanti – gambe gonfie – gambe dolenti), sul più rapido smaltimento del tessuto adiposo attraverso effetto sulla betaossidazione dei grassi (accumuli distrettuali di tessuto adiposo) e sul miglioramento dell’elasticità cutanea attraverso l’effetto di biostimolazione cutanea (rilassamento cutaneo). L’anidride carbonica assorbita viene poi eliminata attraverso la respirazione in maniera perfettamente naturale, priva di interferenze con altri effetti fisiologici del nostro organismo (può essere somministrata anche in gravidanza!).

Alla fine del secolo scorso vennero messe a punto le prime apparecchiature in grado di insufflare, con un ago sotto la pelle, anidride carbonica: in tale modo si cercò di riprodurre gli effetti benefici dei bagni in vasca.

clock-147257_640.pngTale carbossiterapia tradizionale (che tutt’ora molti medici continuano ad utilizzare!!) aveva ed ha diversi limiti: 

  • tempi di terapia molto lunghi (dai 20 ai 40 minuti)
  • dolorabilità costante
  • sedute terapeutiche ripetute (una o due a settimana)
  • effetti sul microcircolo lenti
  • effetti sul tessuto adiposo e sulla pelle molto scarsi

L’evoluzione tecnologica ha portato negli ultimi anni ad importanti passi in avanti dando vita intorno al 2012 alla CPA (Carbossiterapia Potenziale Assistita) e nel 2015 alla CPA BOOSTER (Carbossiterapia Potenziale Assistita sovralimentata) per la quale è stato anche pubblicato un testo scientifico (Bertuzzi, Iannucci, Vitiello, CPA BOOSTER, EdItaliaMedica 2016).

Il concetto evolutivo è quello in base al quale per avere il massimo effetto terapeutico l’anidride carbonica iniettata per via sottocutaneo deve riprodurre, quanto più possibile, la perfusione capillareattraverso una diffusione veloce, costante e completa a tutti i tessuti interessati, cosa che si verifica durante un bagno in vasca termale.

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Questo si ottiene attraverso un sistema di tubicini (“ragno”) collegato ad una siringa che il Medico manovra con sottilissimi aghi che vengono posizionati contemporaneamente sulle due gambe (due per ogni gamba); la siringa di lavoro del medico è collegata ad una apparecchiatura in grado di far fuoriuscire grandi quantità di anidride carbonica (3 – 4 litri) ad elevata pressione in brevissimo tempo.

In conclusione con CPA BOOSTER:

  • tempi di terapia molto brevi (dai 5 ai sei minuti)
  • dolorabilità percepita solo nei primi 60 secondi
  • sedute terapeutiche diluite (una o due al mese)
  • effetti sul microcircolo immediati
  • effetti sul tessuto adiposo e sulla pelle evidenti già dopo la prima terapia